David Yow ci chiede un dollaro.
David Yow, a partire dagli anni Ottanta, è stato il cantante degli Scratch Acid (i cosiddetti Birthday Party americani) e poi dei Jesus Lizard, due gruppi noise-punk a cui è riuscito a dare un’impronta inconfondibile grazie al suo modo lamentoso e brutale di cantare. E’ anche un noto ubriacone e uno che perde facilmente le staffe, soprattutto sul palco: il pubblico di un buon 90% dei concerti delle band di cui sopra è stato fortunato abbastanza da assistere ad un David Yow intossicato che lanciava oggetti alla gente, buttandocisi anche sopra con i pugni ben serrati o leccandogli la faccia, o ancora togliersi i vestiti e posando nella prediletta posa “Tight & Shiny” che comprendeva otto minuti di giochetti tra la t-shirt e i testicoli (giuro). Un modo peculiare di approcciarsi ai fans, senza dubbio, ma com’è possibile non lasciare da parte questi lievi segni di potenziale psicosi di fronte a tutto ciò che è riuscito a creare con le sue due band? Dalla cinica ferocità degli Scratch Acid – vi basta ascoltare Lay Screaming, magari dando un’occhiata anche al testo se non vi sconcertate tanto facilmente – all’aggressiva meticolosità dei Jesus Lizard, David Yow si è confermato a tutti gli effetti un “vocal artist”. Così ama definirsi, riconoscendo di non essere un gran cantante ma di riuscire comunque a trasmettere l’inquietudine tanto cara a lui quanto ai suoi compagni, grazie anche ad un mixaggio ad hoc curato dal solito Steve Albini, produttore dei primi quattro album del gruppo. Non c’è descrizione più azzeccata di quella di Michael Azerrad nel libro Our Band Could Be Your Life per rendere l’idea di cosa sia la voce di David Yow nei Jesus Lizard: “Negli album prodotti da Steve Albini la sua voce sembra quella della vittima di un rapimento, che cerca di farsi sentire attraverso il nastro adesivo che gli copre la bocca. L’effetto è terrificante”.
Ma David Yow non è solo un esagitato cantante punk. Prima di buttarsi a capofitto nel mondo degli oltraggiosi concerti noise per cui è tanto chiacchierato, Yow studiava arte al college. Mise questa grande passione da parte quando, soprattutto con i Jesus Lizard, le cose diventarono impegnative per riprendere poi nel 2010 a dipingere, creare illustrazioni digitali e lavori di grafica. Un altro grande interesse è quello per la recitazione: dagli anni Novanta ha partecipato ad alcune produzioni, concentrando le sue performances principalmente in oscuri cortometraggi (tra cui il western Al’s Beef, che ha totalizzato ben quattro stelle su dieci su IMDB ed in cui interpretava “Il Prete”) e qualche film decisamente poco quotato come speriamo (la speranza è tutto ciò che ci rimane date le premesse) non sarà High & Outside: A Baseball Noir.
Questa nuova pellicola indipendente parla dei compromessi a cui Phil, un manager del mondo del baseball, è costretto a scendere per realizzare la propria carriera e dimostrare al proprio padre di non essere soltanto una miserabile busta di fallimento. La trama non m’ispira perché non sopporto nessun tipo di sport e perché mi ricorda molto Honey con Jessica Alba con meno baseball e più reggi-glutei, ma non posso privarmi di un’altra (potenziale) trashata in cui David interpreta David, di cui non si conosce ancora la dimensione all’interno del film. Ciò che importa, al di là del fatto che questo film potrà o meno provocare eventuali voglie di morire, è che il nostro David ha bisogno di noi. Lui, che ci ha donato Mouth Breather e Cannibal, ora chiede il nostro aiuto per permettere a High & Outside di essere completato e lanciato, come previsto, nel 2013. Il primo pensiero, lo so, è: “Ma questo ha una montagna imbarazzante di soldi, è senza vergogna” (discutibile, con quel genere di musica non si campa da sceicchi – almeno tendenzialmente). Provo anch’io fastidio quando mi si chiedono soldi per promuovere e/o salvare qualsiasi cosa, ma non credo ci sia nessuno con il cuore così di pietra da dire di no ad uno che nelle interviste dice cose come “This is Little Buddy, David’s cat. I just wish that I could lick you and everybody else would bleed”. Per correre in suo soccorso basta andare qui: semplicemente cliccando su Back This Project si può compiere la buona azione donando la cifra minima di un dollaro e liberandosi, in questo modo, di tutte le monete da due centesimi accumulate in anni di Università a causa del caffè delle macchinette che costa 48 cents (forse costa tanto solo nella mia, ma le generalizzazioni sono sempre comode).



