Friday Vynils
Una settimana fa vi ho raccontato dei Main Attrakionz e del loro Cloud Rap californiano. Non sarebbe giusto non spiegare tutta la storia. E’ una storia di l’uso improprio. Il primo uso improprio riguarda la tecnologia. A partire dai primi anni novanta un tale Dj Screw inizia a fare dei mix in cui pitcha a velocità impossibilmente lente tracce di gangsta rap e g-funk di quegli anni, per soddisfare le preferenze ritmiche più posate del pubblico dei ghetti di Houston. Per rallentarle al massimo si serve di un 4 track per cassette raddioppiando l’effetto che si potrebbe ottenere con un normale giradischi. L’idea era che potevate portare dal dj una lista di canzoni che volevate rallentate e stagliuzzate. Un paio di settimane dopo sareste stati i possessori di una delle “Screwed Tapes” e avreste potuto guidare una cadillac a tre chilometri orari con la vostra crew (so che ne avete tutti una) per le strade Houston south-side consumando blunt di messicana e purple drank a litri. Questo mi porta all’altro lato dell’origine abusiva dello screwston: l’uso improprio di medicinali per la tosse. La creazione da parte di Screw di questa psichedelia dè noantri coincide infatti con l’esplosione, a Houston in particolare, di una droga de’ noantri. Nasce infatti la pratica di mischiare sciroppo per la tosse (contenente codeina o prometazina) con disgustose bevande gassate. Il purple drank deve infatti proprio a Dj Screw la sua popolarità anche se il dj ci assicura che non c’è bisogno di oppiacei per godersi le sue delizie rallentate.
Quello che vi propongo è una specialità tra le sue innumerevoli cassette. E’ un freestyle di 35 minuti in cui dei membri della Screwed Up Click fanno gli auguri all’MC Big Moe.
La base è la versione “screwed” di “Da Streets Ain’t Right” del duo Kriss Kross.
Il riffetto della traccia dei Kriss Kross è preso a sua volta da una canzone dei Romantics, gruppo New Wave anni ottanta di Detroit di cui non so assolutamente nulla.
Ad ogni modo sembrava che dopo i suoi anni d’oro (finiti nel 2000 con la morte di DJ Screw) l’esperienza di houston dovesse solo avere un seguito deprimente e invece nell’ultimo paio d’anni da quelle regioni sonore provengono richiami selvaggi quanto inaspettati. Vene segnalo solo uno per ora. Si chiama Lil’ Ugly Mane, le sue produzioni sono impeccabili il suo album, Mista Thug Isolation (non perdetevi le copertine che si fa da solo) somiglia a una serata passata in compagnia di scheletetri di bucanieri caraibici a bere rum e incendiare piantagioni d’erba tropicale.
Buon ascolto…
