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	<title>Mangowave</title>
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	<description>Rome based creative collective</description>
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		<title>Sampled Shit vol.2</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 12:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dieyoungbeatz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sampled Shit]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/06/die-young.jpg" rel="lightbox[5746]"></a>
Salve a tutti,
Questo e&#8217; il secondo numero di &#8220;Sampled Shit&#8221;, una rubrica che, come si evince dal titolo parla di basi hip hop, samples e nerdismo vario.
Nel primo numero vi ho parlato di un paio di producers ai massimi livelli, come Stoupe (J.M.T.) con la straziante &#8220;I Who Have Nothing&#8221; e il , [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/06/die-young.jpg" rel="lightbox[5746]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5750" title="die-young" src="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/06/die-young.jpg" alt="" width="960" height="960" /></a></p>
<p>Salve a tutti,<br />
Questo e&#8217; il secondo numero di &#8220;Sampled Shit&#8221;, una rubrica che, come si evince dal titolo parla di basi hip hop, samples e nerdismo vario.<br />
Nel primo numero vi ho parlato di un paio di producers ai massimi livelli, come Stoupe (J.M.T.) con la straziante &#8220;I Who Have Nothing&#8221; e il , sempre sia lodato, Alchemist con &#8220;Vodka e Ayahuasca&#8221;.<br />
In questa uscita analizzeremo altri produttori che mi hanno colpito e fomentato con le loro strumentali.</p>
<p>La prima traccia che vorrei portare alla vostra attenzione e&#8217; &#8220;Aura&#8221; di Smoke Dza col featuring di Asap Twelvyy(che in tutta onesta&#8217; non so chi cazzo sia) , tutto prodotto da Harry Fraud.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/iOD9CY72N5o" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Il producer newyorchese che ha collaborato con un sacco di artisti (da Prodigy a Curren$y, passando per action bronson etc), il cui marchio di fabbrica e&#8217; la vocina di una simpatica donnina che in spagnolo recita &#8220;la musica de Harry Fraud&#8221; all&#8217;inizio di ogni beat, ha prodotto questa traccia per il suo &#8220;Adrift&#8221; Mixtape, uscito quest&#8217;anno.<br />
Non posso ancora dire di amare al 100% tutte le produzioni del suddetto , forse perché&#8217; quando sento un suo beat gente tipo Rick Ross, French Montana o i vari &#8221; Lil&#8217; qualcosa o A$ap-qualcosa&#8221; ( Aesop Rock e Lil Fame degli M.o.p. esclusi), mi viene da skippare immediatamente traccia e correre al bagno a vomitare, ma forse e&#8217; solo un pregiudizio che devo togliermi.</p>
<p>In compenso &#8220;Aura&#8221; e&#8217; un pezzone, il beat spacca tutto e il cantato pure, il sample e&#8217; tratto un pezzo in italiano, chiamato &#8220;Era&#8221; cantato e composto da Dori Ghezzi e Wess</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/JmDn71Xc3-I" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>un duo formato da una cantante italiana e un afroamericano che nella traccia parlano della loro melensa storia d&#8217;amore e del loro rapporto, che si può&#8217; riassumere usando usando il raffinato termine inglese &#8220;Interracial&#8221;. Chi vuol capire capisca.<br />
Potrei raccontarvi di quando la coppia ha rappresentato il nostro grande paese all&#8217;Eurofestival di Stoccolma del 1975 o dilungarmi a parlare dei loro altri indimenticabili successi come &#8220;Un corpo e un anima&#8221;, ma opterò&#8217; per un sintetico &#8220;sti gran cazzi &#8221; .</p>
<p>Parliamo di come il campione viene usato:<br />
Il sample compare a 0.02 e già l&#8217;originale fomenta di brutto, il nostro Harry Fraud, taglia e luppa sapientemente l&#8217;intro della canzone, leggermente pitchato in alto, a cui poi viene rifatta linea di batteria e basso su cui sviluppa la strofa.<br />
Per il ritornello, invece viene campionata la parola &#8220;Era&#8221; che andrà&#8217; a chiudere le barre di smoke dza in quest modo,assumendo il significato di &#8220;better&#8221; (ES: &#8221; You sense my cool, you see my dudes, You see the (better )You know my style got you like wild, you know its (better.)&#8221;.<br />
Il loop e&#8217; tagliato in maniera molto semplice e riprodotto così come&#8217; stato campionato, quindi non ce&#8217; molto altro da dire al riguardo, quindi ascoltate e ba.</p>
<p>Il secondo artista che porto alla vostra attenzione e&#8217; Roc Marciano, producer e Mc di NewYork, e della sua &#8220;Thug&#8217;s prayer&#8221; , canzone la cui prima parte compare nel disco &#8220;Marcberg&#8221; , uscito nel 2010 e interamente autoprodotto e la seconda la troviamo nell&#8217;album seguente &#8220;Reloaded&#8221;, uscito nel 2011.<br />
La cosa che accomuna le 2 canzoni e&#8217; che il sample di entrambe e&#8217; sempre tratto dall&#8217;oscuro quanto sconosciuto album &#8220;Trip Thru Hell&#8221;<br />
degli americani &#8220;C.a. Quintet&#8221; , ma andiamo per ordine e analizziamo bene le due tracce una per volta.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/mfJ-P-GP7XA" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>&#8220;Thug&#8217;s prayer part.1&#8243; e&#8217; una di quelle tracce che ti mettono i brividi appena le ascolti, poiché&#8217; crea un&#8217;ambiente dopato e inquietante nel quale il nostro Roc Marciano, sputa i versi della sua &#8220;preghiera del delinquente&#8221;.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ZXbFeljBtzo" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>Il campione si trova verso i 7.18 di &#8220;Trip Thru Hell&#8221;, e la sua particolarità&#8217; e&#8217; che il sample&#8217; e&#8217; choppato e luppato così come si trova nel disco, senza nessun rinforzo sulla batteria o su altri strumenti, lasciando praticamente invariata l&#8217;atmosfera del campione originale.<br />
Ammetto che quando l&#8217;ho sentita la prima volta sono rimasto un po spiazzato, ma poi ascoltando tutto il cd sono passato all&#8217;amore incondizionato verso il buon Roc facendo ufficialmente entrare &#8220;Marcberg&#8221; nella mia top ten dei dischi preferiti.</p>
<p>La seconda parte della canzone si trova nell&#8217;Album &#8220;Reloaded&#8221; e se la prima parte vi era sembrata strana, questa lo e&#8217; ancora di più.<br />
In questa traccia Roc Marciano, con mia somma invidia e rammarico, finisce di utilizzare tutte le parti &#8220;campionabili&#8221; di Trip Thru Hell.<br />
Infatti la traccia parte con la stessa intro dell&#8217;originale (il sample si trova a 0.01) per poi seguire con un altro campione (0.20) per poi ritornare a campionare la stessa parte usata nella parte 1.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/4TZcfbEm_Zg" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>In tutta onesta&#8217; preferisco la prima parte anche se apprezzo l&#8217;ecletticita&#8217; delle scelte dei samples della seconda.</p>
<p>Detto questo, penso di aver parlato già troppo, vi auguro un buon ascolto, ringrazio chi e&#8217; arrivato a leggere fino in fondo anche questa volta e saluto le persone con cui realmente condivido la passione per &#8216;sta roba.</p>
<p>Alla prossima!</p>
<p>Nico</p>
<p>Ps: colgo l&#8217;occasione per postare il video di una traccia prodotta da me per la Die Young Click. Ovviamente il campione rimane segreto</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ciheXx2s7rs" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>CHI E&#8217; OTTO VON SCHIRACH: miracoli e gesta del &#8220;Principe Fiammingo&#8221; del Miami Bass</title>
		<link>http://www.mangowave.org/2013/06/12/villa-ada-incontra-otto-il-23-giugno-a-roma-insieme-agli-aucan/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=villa-ada-incontra-otto-il-23-giugno-a-roma-insieme-agli-aucan</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 15:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescoclemente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è una sola cosa che bisogna sapere su <a href="http://www.ottovonschirach.com/">Otto Von Schirach</a>: è completamente pazzo.

Prima di tutto và chiarito che il suo non è un nome da battaglia, ma di battesimo. Poi, visto che è uno che si commenta da solo, copio/incollo &#38; traduco dalla sua biografia &#8220;personale&#8221;:
«Otto von Schirach, mezzo Nativo Indiano Cubano mezzo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una sola cosa che bisogna sapere su <a href="http://www.ottovonschirach.com/">Otto Von Schirach</a>: è completamente pazzo.</p>
<p><img class="alignnone" title="Otto Von Shirach" src="http://userserve-ak.last.fm/serve/500/4380128/Otto+von+Schirach+OVS.jpg" alt="" width="500" height="594" /></p>
<p>Prima di tutto và chiarito che il suo non è un nome da battaglia, ma di battesimo. Poi, visto che è uno che si commenta da solo, copio/incollo &amp; traduco dalla sua biografia &#8220;personale&#8221;:</p>
<p>«<em>Otto von Schirach, mezzo Nativo Indiano Cubano mezzo lupo Tedesco Anunnaki, è nato nel terzo punto del triangolo delle Bermuda, Miami. Alcune persone dicono che sia stato lasciato nel triangolo da un UFO, o che sia arrivato in un Gravitron. Da bambino, sua nonna praticava Santeria, Magia Bianca e le arti sovrannatuali. Lei lo educò ad aprire gli occhi sulle stranezze e le bizzarrie del paranormale e ad allenare l&#8217;arte magica con Dio. Otto è cresciuto in un&#8217;area conosciuta come &#8220;Tre Duece Ave&#8221;, dove i ragazzini sentivano Heavy Miami Bass e musica Cubana Tropicale. Questo Principe Fiammingo cominciò a mixare all&#8217;età di 12 anni per gli house party scolastici. Nel 1991 Otto compra la sua prima drum machine e immediatamente riconosce la sua passione per le grancasse intrise di diamanti cosmici. Ed è così che Otto trova la sua audio-casa galattica.</em>»</p>
<p>Converremo tutti insieme che non stà bene, e ne converrebbe anche lui.. Otto infatti ha uno stile unico e inimitabile, che mescola trash da B movie, Esoterismo, Space culture, la cultura Latino Americana, IDM, Dubstep e tanta Autoironia. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze, Otto mena. Ho avuto l&#8217;onore di sentirlo dal vivo al Dour Festival del 2010 e l&#8217;unica cosa che mi ricordo sono i bassi. Tanti bassi, mai sentiti così tanti. E non era l&#8217;impianto eh.. sulle stesse casse ho sentito Kalkbrenner, Benga&amp;Skream, gli High Tone ma nessuno, neanche lontanamente, ha menato come lui.</p>
<p>Inoltre la sua &#8220;musica&#8221; è indefinibile, o meglio lui la definisce così:</p>
<p>«<em>Take Earth Wave Surf Electro Bass Tropical calypso Dubstep Broken Noise Grind, IDM Folk Glitch, Breakcore orchestral Gabber, mix them all together and what you get? Otto Von Schirach and a magic super nova of sound waves.</em>»<br />
Cioè, capito?</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ya4btyB2aAs" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/3_SFb4gNWHc" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lasciando da parte la narrativa fantascientifica, conoscere Otto von Schirach vuol dire farsi un viaggio nello strambo universo da lui creato. Creativamente più-che-attivo, è presente sulla scena dal 1998 con l&#8217;EP Tektonikal Turbulence ma è solo nel 2001 che pubblica il suo primo disco con l&#8217;etichetta Schematic dal titolo &#8220;8000 B.C.&#8221;. La collaborazione con Schematic prosegue e dà vita ad altri due dischi: &#8220;Escalo Frio&#8221; e &#8220;Global Speaker&#8221; finchè non viene notato da nientemeno che Mike Patton, che fà uscire il suo quarto album &#8220;Maxipad Detention&#8221; sulla sua etichetta Ipecac. Rilascia altri due album per etichette minori del 2007 e nel 2008, poi in seguito ad una collaborazione con gli Skinny Puppy finisce per pubblicare per l&#8217;etichetta del cantante, la Subconscious record, uno dei suoi album più riusciti: &#8220;Magic Triangle&#8221;. </p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/EOIPylDBI98" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Contemporaneamente viene notato dai Modeselektor, che hanno appena fatto uscire il loro secondo album &#8220;Happy Birthday&#8221; e che lo ingaggiano come vocalist per le loro tracce più spinte.<br />
Dalla collaborazione fra i due nasce &#8220;Hyper Hyper&#8221; mitica traccia degli anni &#8217;90 firmata Scooter che risorge gloriosa dal connubio:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/BRUfivx-NC4" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La traccia segna l&#8217;inizio di un fortunato sodalizio fra Otto e il duo berlinese, che porterà nel 2012 a due differenti risultati, da una parte i Modeselektor collaborano ancora con lui nel loro nuovo album &#8220;Monkeytown&#8221; per l&#8217;unica traccia da dancefloor presente &#8220;Evil Twin&#8221;, ed è subito capolavoro. Dall&#8217;altro lato Otto viene inglobato in pianta stabile dalla Monkeytown Records, l&#8217;etichetta del duo appunto, e per questa fà uscire il suo ultimo disco &#8220;Supermeng&#8221; che è una discreta mina, folle come al solito.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/3Sp8Vhwts6U" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Detto ciò, parlare di un &#8220;musicista&#8221; è fuori discussione, Otto più che altro è un performer, un artista eclettico che canta, recita, disegna costumi, inventa spettacoli e film. Insomma, esprime la sua estetica provocatoria e dissacrante con tutti i mezzi a disposizione. Chiariamoci: non è un tipo profondo, non è un genio o un illuminato, ma la sua sincerità nel fare quello che vuole è splendida e risulta particolarmente vincente nei Live.<br />
Infatti Otto di Live ci campa da sempre, e ha un modo tutto suo di viverseli e di farli vivere al pubblico. Anzitutto raramente viene da solo, spesso si fà accompagnare da alcuni elementi della sua fantasiosa crew come Alligator Jesus, Mr. Feather, Bananna Sloth e chi più ne ha più ne metta. Alcuni di loro fanno solo scena e casino tra la folla, altri suonano bidoni a tempo di dubstep, altri ancora invece hanno strani sintetizzatori attaccati ai bastoni con cui improvvisano. Il tutto mentre il Principe Fiammingo con i suoi strani costumi da supereroe ispanico aizza la folla distorcendo la propria voce. Un delirio vero, splendido ed efficace. D&#8217;altra parte che vuol dire &#8220;andare a ballare&#8221; se non perdersi nell&#8217;estasi generale? Otto mira a quella..</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/7W8f0RF7WKU" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Tutto questo discorso non è casuale. Per una serie di coincidenze Otto sta lavorando ad un disco con gli Aucan, e quando abbiamo bookato la band bresciana per farla suonare a Villa Ada Incontra il Mondo il 23 Giugno, sono stati proprio loro a proporci di far venire anche lui. Lì per lì ho avuto una sincope, e anche un pò di timore visto che da queste parti raramente il livello è così alto ed estremo, ma abbiamo comunque deciso di dare a Roma una chance di conoscerlo, una chance che vi assicuro vale molto più del prezzo di un biglietto o di una serata di Giugno.</p>
<p>Otto sta fuori di testa, e per una sera nella vostra vita scoprirete anche voi cosa vuol dire.</p>
<p>Scusate la sovrabbondanza di video ma è per farvi capire Chi Cazzo E&#8217;.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/uIpBdYKts2g" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Qui il link all&#8217;evento! -&gt; <a href="https://www.facebook.com/events/415838921864355/?fref=ts">https://www.facebook.com/events/415838921864355/?fref=ts</a></p>
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		<title>RANDOM ACCESS MEMORIES: mmmhhhhh&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 12:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescoclemente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni: Nuove Uscite]]></category>

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		<description><![CDATA[PROLOGO:
ho scritto questa recensione più di una settimana fà, nel frattempo ho avuto un incontro illuminante col commesso di un Apple Store che mi ha levato ogni dubbio sul valore di quest&#8217;album..
Quale album?

Semplice: Random Access Memories, o anche &#8220;ricordi a cazzo de cane&#8221; come di fatto si evince dall&#8217;ascolto. Sì perchè la prima impressione che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>PROLOGO:</p>
<p><em>ho scritto questa recensione più di una settimana fà, nel frattempo ho avuto un incontro illuminante col commesso di un Apple Store che mi ha levato ogni dubbio sul valore di quest&#8217;album..</em></p>
<p>Quale album?</p>
<p><img class="alignnone" title="RAM" src="http://www.konbini.com/fr/files/2013/04/Random-Access-Memories-Daft-Punk-88883716862.png" alt="" width="558" height="558" /></p>
<p>Semplice: Random Access Memories, o anche &#8220;ricordi a cazzo de cane&#8221; come di fatto si evince dall&#8217;ascolto. Sì perchè la prima impressione che si ha ascoltando l&#8217;ultimo disco dei Daft Punk è di essere tornati indietro di 30 anni secchi, ai tempi della disco music e dei Kraftwerk, delle colonne sonore prog costruite a suon di Moog Modular e chitarre delayate. Ma soprattutto si ha la netta sensazione di NON star sentendo un disco dei Daft Punk.</p>
<p>[<em>questa parte è un riassunto del loro operato prima di oggi, se lo conoscete già a memoria vi consiglio di saltarlo</em>]</p>
<p>Il disco, uscito a 8 anni di distanza dall&#8217;ultimo Human After All (8, mica bruscolini) segna una svolta epocale nella carriera di Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo, il nome più trattinato di Francia. Infatti i due hanno mantenuto nella loro discografia una coerenza artistica ferrea: un disco ogni 4 anni, mai un featuring, un sound talmente riconoscibile da diventare un genere, la french touch. Insomma dei pilastri, delle architravi della buona musica elettronica sia da ballare che da cantare, ricercata sì.. ma con quella vena pop che la rende alla portata di tutti. Con questo spirito il duo ha fatto una trilogia di dischi (Homeworks, Discovery, Human After All) e un Live (Alive) da lacrime agli occhi che riusciva a sintetizzare il meglio del loro lavoro in una sfilza di missili da dancefloor pieni zeppi di nostalgia per i bei tempi andati, quando ascoltavi One More Time andando in motorino a scuola o entravi in trance sull&#8217;assolo di Areodynamic.</p>
<p>Da non dimenticare il lavoro egregio fatto dal punto di vista visivo, a cominciare dalla costanza con cui i due non hanno, in dieci anni, mai fatto trapelare neanche un pezzo di pelle umana dai loro costumi, nè mai si sono fatti fotografare con la maschera sottobraccio o cose. Per quanto ne sappiamo i tipi ai concerti che stanno sul palco, o quelli nei video-promo dell&#8217;adidas, potrebbero essere chiunque. E noi tutti lì a dire &#8220;booo i Daft Punk!&#8221; mentre Thomas se la ride con un cannone in mano da casa sua, seduto accanto ai soldi guadagnati non mettendoci la faccia, ma un costume. Geni. E poi capolavori come Interstella 5555, che diventano bibbie di una generazione cresciuta fleshando sui cartoni animati giapponesi (Galaxy 999 appunto).</p>
<p><em>&gt; Per chi non l&#8217;avesse mai visto, qui c&#8217;è la versione completa di Interstella 5555</em><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/k8PrIzCX5mI" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>[<em>ok, potete ricominciare da qui</em>]</p>
<p>Insomma, quello che dovevano fare, diciamocelo, l&#8217;hanno già fatto. Pare che siano anche ricchi sfondati, più che per la loro musica per le royalties di tutti i remix che sono stati tirati fuori. Comunque nella loro situazione, chiunque si  fermerebbe. O perlomeno farebbe finire il progetto per cominciarne uno nuovo, nuovi nomi, nuove immagini e altra musica.</p>
<p>Invece i Daft Punk no, sono talmente vittime del trip che loro stessi hanno creato da evincere che non possono proprio mollare ora, perchè hanno una missione: &#8220;bringin back soul into music&#8221;, riportare l&#8217;anima, l&#8217;emozione, l&#8217;umanità al centro della musica moderna. Chi meglio di loro, che sono robot e che della musica elettronica stra-ripetitiva, programmata e piena zeppa di campioni  sono stati ricercatori e maestri?</p>
<p>&gt; <em>Avete mai sentito la canzone che hanno preso per fare &#8220;Harder Better Faster Stronger&#8221;? ne vale la pena</em><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/Z3AKrwna2C8" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>Già, chi meglio di loro.. peccato che non ci vuole un genio per capire che i due di Musica &#8220;vera&#8221;, di armonie di accordi di scale di contrappunti e chi più ne ha più ne metta, non capiscono una fava. Come fare quindi per sopperire a cotante lacune? Semplice, entrano in gioco gli ospiti. E come fare a propinare una cosa così inusuale al pubblico sotto il solito nome Daft Punk senza che ci lincino? Ci vuole un buon lavoro mediatico, un concept: <a href="http://thecreatorsproject.vice.com/en_us">The Creators Project</a>.<br />
E quindi giù con interviste, ospiti illustri, strumenti di plexiglass e qualsivoglia stronzata per ammorbidire la dolorosissima supposta che questo disco rappresenta.<br />
Ma il risultato di questo tsunami di collaborazioni è che dei Daft Punk rimane solo il mitico vocoder, la vocetta robotica, che ci &#8220;mette la firma&#8221;.</p>
<p>Ora, vorrei parlare in maniera distinta di due lati di quest&#8217;album: quello concettuale e quello musicale.</p>
<p>Nel lato concettuale e produttivo sicuramente i Daft Punk si sono espressi di più, con la scelta dei collaboratori, degli strumenti, dei generi da fare piuttosto che dei microfoni da usare (a livelli anche compulsivi). Gli và indubbiamente riconosciuta una buona dose di coraggio e di spirito &#8220;pioneristico&#8221;, anche se retrogrado, per aver scelto di giocarsi il nome con un album simile e in generale per aver tentato di fronteggiare l&#8217;enorme crisi della musica (sia economica che artistica) che il mondo occidentale stà passando con una soluzione fuori dall&#8217;ordinario.</p>
<p>E poi oh, il messaggio è giusto.. cioè la musica che la maggior parte del mondo ascolta oggi è merda vera, fatta da persone che non hanno la minima idea di cosa sia un Do maggiore. La teoria musicale è diventata talmente superflua nella produzione della musica moderna, al 95% elettronica, che bisognerebbe smettere di chiamarla musica e inventarsi perlomeno un&#8217;altra parola, non so.. &#8220;musichella&#8221; o &#8220;rumore organizzato&#8221;.. o semplicemente &#8220;elettronica&#8221;, ma senza il musica prima. Quindi la denuncia che stà alla base di questo disco è sacrosanta anzi di più, la crisi c&#8217;è è bisogna fronteggiarla, trovare una soluzione per spodestare la macchina e rimettere l&#8217;uomo al centro della musica.</p>
<p>Dal lato musicale invece, il risultato è tristemente scadente. Non fraintendetemi, la qualità (derivata dagli investimenti) c&#8217;è tutta, ma i Daft Punk non ci sono. Non solo, l&#8217;accrocco di ospiti messo su non tiene minimamente e dà vita ad un album che per dare un&#8217;impressione di integrità è costretto a ficcare ovunque il giro di accordi di &#8220;Get Lucky&#8221;, il tormentone dell&#8217;estate, unico pezzo per così dire riuscito. Per tutte le altre tracce la parola chiave è &#8220;ostentare&#8221;, avvalendosi del genio musicale d&#8217;altri (Nile Rodgers, Giorgio Moroder, Paul WIlliams, Pharrel Williams) per cercare di fare un disco geniale dei Daft Punk. No. Non funziona così. Poi figuratevi, a me il funk piace pure e Nile non è mica l&#8217;ultimo degli stronzi quindi le sue tracce je stanno, ma si sente che sono sue.. Comunque, senza dilungarmi oltre, un&#8217;analisi dettagliata del disco brano per brano, che condivido appieno, la potete leggere qui:<a href="http://www.vice.com/it/read/demented-parla-da-solo-daft-punk-random-access-memory"> http://www.vice.com/it/read/demented-parla-da-solo-daft-punk-random-access-memory</a></p>
<p>Quindi personalmente una delusione, dovuta al fatto che su quel disco non c&#8217;è scritto &#8220;Daft Punk &amp; Friend&#8217;s&#8221; ma solo Daft Punk, e io non ce li sento.</p>
<p>Però li voglio ringraziare, per avermi dimostrato che si può fare una musica senz&#8217;anima usando musicisti veri, grandi compositori, synth leggendari e tante belle filosofie. E soprattutto, per avermi fatto rimpiangere quei due ragazzetti francesi con le maschere e i guantini da robot che ci facevano sognare da dietro un computer, e nient&#8217;altro.<br />
EPILOGO:<em></em></p>
<p><em>Insomma entro nell&#8217;Apple Store per comprare uno di quei cavetti trappola per attaccare il mac al proiettore e noto che nel locale gira RAM appalla. Senza che io dica niente, è il commesso ad incalzarmi:</em><br />
<em> Commesso: &#8220;Ma quant&#8217;è figo quest&#8217;album? Madonna, lo stò sentendo ininterrottamente da due settimane e..&#8221;</em><br />
<em> Alchè sbianco, assalito dai dubbi «cazzo e se avesse ragione? Se fossi io a non aver capito il genio celato in questo funky patinato? Forse lo dovevo solo ascoltare di più..»</em><br />
<em> Per fortuna non è il commesso che mi stà parlando, ma il destino, che lesto mi leva ogni dubbio.</em><br />
<em> Commesso: &#8221; ..e poi la mia preferita è Giorgio by Moroder, cioè hai visto quante cose ha fatto quello lì? Ha prodotto tutti! Sì sì proprio un bell&#8217;album, ormai ascolto solo questo e L&#8217;ULTIMO DI MAX PEZZALI, GENIO, ANCHE LUI HA COLLABORATO CON UN BOTTO DI GENTE BRAVA! SONO PROPRIO BRAVI TUTTI E DUE..&#8221;</em></p>
<p>Grazie commesso dell&#8217;Apple Store, grazie.</p>
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		<title>NON SEI CHI ASCOLTI, SEI CHI CONDIVIDI di Gian Mario Bachetti</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2013 13:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Other</dc:creator>
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&#160;
Un paio di anni fa, un caro amico che viveva a Barcellona mi parlò per la prima volta di Spotify. Ne parlava come fosse la soluzione a tutti i mali dell’umanità, sembrava che una volta installata l’applicazione di questo immenso (e gratuito) database musicale ogni problema che ci attanagliava sarebbe stato destinato a [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/spotify51.png" rel="lightbox[5710]"><img class=" wp-image-5718 aligncenter" title="spotify5" src="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/spotify51.png" alt="" width="319" height="319" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un paio di anni fa, un caro amico che viveva a Barcellona mi parlò per la prima volta di Spotify. Ne parlava come fosse la soluzione a tutti i mali dell’umanità, sembrava che una volta installata l’applicazione di questo immenso (e gratuito) database musicale ogni problema che ci attanagliava sarebbe stato destinato a sparire come una bolla di sapone. Era così felice della sua sterminata prima playlist, che viaggiava dai Massive Attack a Giovanni Lindo Ferretti in tutte le sue varie sfaccettature e trasformazioni, che una volta tornato in Italia ebbe come un collasso nel rendersi conto che l’età dell’oro dello streaming gratuito era ormai cessata.<br />
In Italia, Spotify, non esisteva.<br />
Passino le leggi ad personam, passino gli Editti Bulgari, passi pure che ormai le italiane nelle coppe europee non arrivano più neanche ai quarti di finale, ma santoddio che ci lascino almeno un po’ di musica gratuita senza la rottura di palle della ricerca dei torrent.<br />
Nel frattempo però il virus si era diffuso: vedevo sempre più amici perdersi negli abissi di forum popolati da hipster-nerd, uno strano incrocio tra il classico tizio che potete incontrare, Menabrea in mano, in Piazzetta a Monti e l’uomo dei fumetti dei Simpson, intenti a scambiarsi suggerimenti su come fregare il sistema e a maledire questa italietta poco lungimirante perché “per avere tutta quella musica, con tutta quella qualità, a disposizione 24 ore su 24, io pagherei pure 20 euro al mese”.<br />
Sta di fatto che io sia una persona molto pigra e che quando orde di amici mi iniziarono a perseguitare, “dai, te pare che non lo istalli? Basta smanettare con le preferenze di sistema, insomma je devi fa capì che non stai in Italia…e lo freghi”, io mi agitai soltanto di più e, nonostante mi si palesasse davanti agli occhi il paradiso dell’ascolto, preferii rimanere con i miei quattro torrent, lo store di Itunes e il buon vecchio Youtube.<br />
Un giorno però accadde quello che tutti voi sapete: Spotify si manifestò, in tutta la sua “gratuità”.<br />
La mia home di Facebook iniziò a popolarsi di link e stati personali su quanto finalmente anche l’Italia fosse diventato da poche ore un posto migliore, che forse non serviva più nemmeno trasferirsi per cercare fortuna a Londra. Sembrava davvero che il karma del mondo fosse tornato in equilibrio.<br />
Memore degli appelli dei miei amici non persi tempo a svolgere tutte le pratiche burocratiche: Spotify Premium.<br />
Mentre iniziavo allegramente ad ascoltarmi Jens Lekman andando al Carrefour, con la mia connessione 3G che pompava toni scandinavi nelle cuffie, ero felice, mi sarei voluto guardare da fuori, così gioioso e sorridente, quasi come quando mi comprarono le Bullboys che s’illuminavano; ma proprio come quando uscii dal negozio di scarpe con ai piedi le Bullboys e con in mano il pallone autografato da Roby Baggio, non potevo neppure immaginare che, da lì a poco, il male si sarebbe abbattuto su di me con tutta la sua violenza.<br />
Le maledette lucette delle Bullboys infatti non solo funzionavano a cazzo di cane, ma morivano dopo neppure un paio di settimane e, cosa per me ben più grave, il pallone di Baggio svolazzava peggio di un SuperTele impazzito.<br />
Così, anche Spotify in realtà si rivelò un mostro. Tanto per cominciare sono una pippa con le playlist, sono sempre stato scarsissimo nel fare compilation (“Salento 2009” per credere) il che limita di molto la mia attività. Però c’è una cosa che è più grave e che credo sia un morbo che abbia colpito un po’ tutti: l’ansia da condivisione.<br />
Ora, voglio dire, è mai possibile che TUTTI i miei amici di Facebook ascoltino i Camera Obscura, i Little Dragon e gli Yeah Yeah Yeahs? Insomma, è possibilissimo che spesso non capisca se mi trovo sulla home di Facebook o su quella di Pitchfork, ma per lo meno mi sembra una cosa abbastanza bislacca.<br />
Attenzione, non sto dicendo che non ascoltate gli 883 (…) o Cementano su Spotify, perché magari siete anche contenti che i vostri contatti pensino che siete così matti da passare abilmente da The Tallest Man on Earth a Rita Pavone. Tuttavia, dovete riconoscere che mentre alcuni personaggi (soprattutto della musica leggera italiana) sono stati ufficialmente accettati dalla comunità, per altri gruppi rimane ancora un pesante veto.<br />
Io il mio problema l’ho avuto con i Metallica.<br />
Volevo a tutti i costi ascoltare Ride the Lightning, ma appena iniziavo a digitare il nome su Spotify, iniziavo a pensare “E ora? Cosa penserà di me Facebook? Penseranno che sono un metallaro impazzito con i polsini di spugna con la bandiera sudista?”. Allora ho chiuso l’applicazione e ho aperto Youtube, improvvisamente la vociaccia di James Hetfield ha riempito le mura della mia camera e io mi sono sentito rilassato. Ma anche lì, la piacevole sensazione è durata poco, “Perché l’ho fatto? Cosa penserebbe di me Lars Ulrich se sapesse che mi sono vergognato di lui?”. Allora ho preso il coraggio a due mani e pensando alla maglietta di Master of Puppets che comprai quando facevo la seconda media, ho evidenziato il link, e dopo un CtrlC-CtrlV, con Ride the Lightning che faceva capolino dal mio profilo, mi sono sentito una persona migliore.<br />
Scusa Lars, non lo farò mai più.</p>
<p>a cura di<br />
Gian Mario Bachetti</p>
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		<title>&#8220;Cold Spring Fault Less Youth&#8221; &#8211; la nuova perla dei Mount Kimbie</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2013 12:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescoclemente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni: Nuove Uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[
RATE: 4/5
Partendo dal principio, il segreto del successo dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mount_Kimbie">Mount Kimbie</a> è riconducibile a due fenomeni.
Il primo è esterno a loro e riguarda l&#8217;evoluzione della musica elettronica che negli ultimi anni ha cercato di diventare sempre più orecchiabile e fruibile anche al di fuori della dancefloor, allontanandosi dalle distorsioni, dalle casse bumbum e dalle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="la cover di &quot;Cold Spring Fault Less Youth&quot; a cura di Leif Pohdjasky" src="http://www.soundwall.it/wp-content/uploads/2013/05/mount-kimbie.jpg" alt="" width="800" height="800" /></p>
<p>RATE: 4/5</p>
<p>Partendo dal principio, il segreto del successo dei<em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mount_Kimbie">Mount Kimbie</a></em> è riconducibile a due fenomeni.</p>
<p>Il primo è esterno a loro e riguarda l&#8217;evoluzione della musica elettronica che negli ultimi anni ha cercato di diventare sempre più orecchiabile e fruibile anche al di fuori della dancefloor, allontanandosi dalle distorsioni, dalle casse bumbum e dalle ritmiche schizofreniche dell&#8217;IDM per seguire invece il percorso tracciato da <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Four_Tet">Four Tet</a></em> e affini, incentrato su pochi suoni ma giusti ed estremamente curati. E&#8217; nata quindi una corrente di musica elettronica incentrata sulla qualità, che i <em>Mount Kimbie</em> hanno sicuramente surfato insieme ai <em>James Blake</em>/<em>SBTRKT</em>/<em>Burial</em><em></em>/<em>XXYYXX</em> e via dicendo. A questa corrente è stato dato il nome di &#8220;<em>post-dubstep</em>&#8220;.</p>
<p>Il secondo motivo invece è il loro sound, in grado di fondere strumenti e melodie di stampo rock/indie con l&#8217;elettronica in maniera egregia. Eh sì, perchè bisogna ammettere che Dominic Maker e Kai Campos sono dei sound designer della madonna, i classici tipi che passano ore a scegliere un<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rumore_bianco"> white noise</a></em> o a lavorare una percussione finchè non è talmente perfetta da risultare piacevole dopo 4 minuti di ascolto (&#8220;<em>Made to stray</em>&#8221; ne è la prova).<br />
Con &#8220;<em>Cold Spring Fault Less Youth</em>&#8220;, uscito a distanza di due anni dal fortunato debutto &#8220;<em>Crooks &amp; Lovers</em>&#8220;, il duo londinese è riuscito a dare finalmente una prova innegabile del suo genio, tirando fuori un album che surclassa il precedente sotto qualsiasi punto di vista: qualitativo e quantitativo. Anzitutto  <em>Crooks &amp; Lovers</em> all&#8217;ascolto risultava corto e a tratti sconclusionato, invece in <em>Cold Spring</em> ogni traccia racchiude un universo a sè stante, con una propria identità che riesce perfettamente ad incastrarsi con le altre per dare vita a 48 minuti di musica tanto densi da sembrare il doppio. La musica e l&#8217;armonia hanno la meglio sul rumore e la voce è presente ogni volta che ce n&#8217;è bisogno.</p>
<p>Anche il sound è infinitamente più curato. Si dice infatti che in piena crisi creativa da secondo album i due siano andati alla ricerca di quei limiti tipici del mondo analogico e dei loro padri artistici (<em>Boards of Canada</em>, <em>Prefuse 73</em>, <em>Aphex</em>) fino ad arrivare al sacro graal: un registratore a nastro con 8 tracce. Estasiati dalla tediosità del processo creativo, antitetico a quello digitale in cui con un click puoi ottenere qualsiasi cosa, i due si sono messi ad incidere manualmente un arpeggio su nastro ed è nata così  &#8220;<em>Break Well</em>&#8220;, a mio parere una delle migliore tracce del disco per musicalità e &#8220;calore&#8221;, nel senso acustico del termine.</p>
<p><img class="aligncenter" title="un registratore a nastro con 8 tracce" src="http://a1.ec-images.myspacecdn.com/images01/51/f1eda6069b615c76e066b780d94ec7e2/l.jpg" alt="" width="600" height="402" /></p>
<p>Creativamente parlando, ogni traccia di quest&#8217;album è un invenzione. Dalla techno armonica di &#8220;<em>Made To Stray</em>&#8221; e &#8220;<em>Sullen Ground</em>&#8221; alla versione dubstep di Philip Glass titolata &#8220;<em>Fall Out</em>&#8221; fino al non-si-sa-bene-che ma ci piace di &#8220;<em>Blood and Form</em>&#8220;, l&#8217;opera è un carnevale di generi e sonorità che si mescolano in perfetta armonia l&#8217;uno con l&#8217;altro creando di fatto un genere musicale mai esistito. e che forse mai esisterà. a meno che non cominceremo a chiamarlo semplicemente <em>Mount Kimbie</em>.</p>
<p>Unica nota dolente è la collaborazione col &#8220;Ginger&#8221; King Krule, la cui voce rauca risulta a tratti dissonante rispetto al contesto. Per fortuna i suoi interventi sono spesso limitati al rap (cosa che gli riesce molto meglio). Notevole invece la vena canterina di Campos, che mette &#8220;le voci&#8221; in &#8220;<em>Blood and Form</em>&#8220;, &#8220;<em>Home Recording</em>&#8221; e nel climax di &#8220;<em>Made to Stray</em>&#8220;.</p>
<p>Da non dimenticare anche l&#8217;artwork a cura dell&#8217;Uomo delle Copertine Leif Pohdjasky (ormai le fà tutte lui). Suo anche il video di Made to stray che vi propongo qui sotto, fatto probabilmente dopo essersi calato svariati acidi, bon voyage..</p>
<p>p.s. vedetevelo in HD<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/YdYj-jCcMFg" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>p.p.s. non si dovrebbe fare ma qui c&#8217;è l&#8217;intero album in streaming  -&gt; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=yfPH6VrpBGs">https://www.youtube.com/watch?v=yfPH6VrpBGs</a></p>
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		<title>Che Grande Bellezza</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 19:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corallinalopez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[la grande bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[paolo sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[toni servillo]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/gb.png" rel="lightbox[5680]"></a>
Ci sono giorni belli di una bellezza grande, grande, grande. Come il martedì di maggio in cui esce nelle sale (<a href="http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2013/05/20/news/la_roma_cafona_e_decadente_del_regista_paolo_sorrentino-59259365/">con l&#8217;eco degli applausi di Cannes</a>) il nuovo film di Sorrentino ed all&#8217;improvviso è come se fosse Natale: il regalo sono questi 140 minuti che lasciano senza fiato, senza parole, con una emozione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/gb.png" rel="lightbox[5680]"><img class="aligncenter  wp-image-5681" title="gb" src="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/gb-1024x512.png" alt="" width="768" height="384" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ci sono giorni belli di una bellezza grande, grande, grande. Come il martedì di maggio in cui esce nelle sale (<a href="http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2013/05/20/news/la_roma_cafona_e_decadente_del_regista_paolo_sorrentino-59259365/">con l&#8217;eco degli applausi di Cannes</a>) il nuovo film di Sorrentino ed all&#8217;improvviso è come se fosse Natale: il regalo sono questi 140 minuti che lasciano senza fiato, senza parole, con una emozione intensa ed indecifrabile addosso- perché guardare <strong>La Grande Bellezza</strong> è come avere vissuto una vita intera, e trovarsi a fare i conti con tutto quello che ne resta.<br />
&#8220;<em>Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario</em>&#8220;, inizia lui, citando Celine; e così, con un trucco, comincia e finisce questa avventura sorprendente per mano ad un Virgilio post moderno che fa di nome Jep Gambardella (interpretato, ovviamente, da un immenso Toni Servillo), a perdersi- meravigliati ed amari- in una Roma bellissima e terribile. La Dolce Vita di oggi ce la racconta Sorrentino, ed è fatta di tutto e poi di nulla. Ci sono nobili decaduti a noleggio, artisti estremi che prendono a capocciate il muro ed una infelicissima bambina prodigio di nome Carmelina, cardinali appassionati di cucina, suore devote al botulino ed una vera santa (che mangia radici e alloggia all&#8217;Hassler), donne bellissime e infelici (alcune di lavoro fanno le ricche, altre le spogliarelliste), presunti intellettuali che adorano Proust ex aequo con Ammanniti, soubrette fallite con il naso che sanguina, una vedova bene che ha uno yatch da 50 metri appartenuto in passato ad Himmler ed un figlio pazzo, attori ed attrici frustrati (&#8220;<em>in questo paese di merda non ci sono bei personaggi femminili</em>&#8220;), strani vicini di casa, giraffe che scompaiono e fenicotteri rosa che prima di migrare ad ovest si fermano a fare colazione con una santa che conosce i loro nomi di battesimo, studenti che si baciano per dieci giorni di fila senza fermarsi; ci sono Stefano che ha le chiavi di tutti i palazzi patrizi, una minuscola direttrice di giornale di nome Dadina che ha per amante un poeta muto, la moglie di Lello che ha cambiato il colore dei capelli perché si sente pirandelliana, Stefania la comunista di Prati che esce tutte le sere (compreso il lunedì che non si manifestano nemmeno gli spacciatori di popper). Ci sono feste folli, night club decadenti, matrimoni eccessivi, trenini che non vanno da nessuna parte, una terrazza con vista, il cielo su Roma, soffitti che diventano mare, un faro nella notte. C&#8217;è Jep che si aggrappa ai personaggi più umani che incontra ed ai loro destini infelici- il Romano scrittore e teatrante fallito (un perfetto Verdone), e la Ramona spogliarellista con cuore d&#8217;oro e tatuaggio del papa, che purtroppo non è portata per le belle cose (una davvero sorprendente interpretazione di Sabrina Ferilli); Jep che, per dirla con parole sue, sono quarant&#8217;anni che perde colpi tutti i giorni e che non ha mai scritto un altro libro perché &#8220;<em>cercava la grande bellezza, e non l&#8217;ha trovata</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/gb2a.jpg" rel="lightbox[5680]"><img class="aligncenter  wp-image-5684" title="gb2a" src="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/gb2a-1005x1024.jpg" alt="" width="576" height="587" /></a><br />
C&#8217;è che <em>siamo tutti sull&#8217;orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che guardarci in faccia e farci un pò di compagnia</em>.<br />
E sopratutto c&#8217;è il fatto che sì, &#8220;<em>finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c&#8217;è stata la vita. Nascosta sotto il bla bla bla. E&#8217; tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio ed il rumore. Il silenzio e il sentimento. L&#8217;emozione e la paura. Gli sparuti, incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l&#8217;uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell&#8217;imbarazzo dello stare al mondo. Bla bla bla&#8230; </em>&#8221;</p>
<p>P.S Uscita dal cinema, realizzo che a febbraio avevo avuto la fortuna di vedere un film ancora non rifinito, con qualche minuto in più: una sforbiciata a malincuore ma necessaria, dice Sorrentino (intervistato da Malcom Pagani sul Fattoquotidiano). Io però quel matrimonio delirante in collina, con la sposa che arriva in mongolfiera, non me lo posso scordare- insomma, è doverosa una sbirciata alle scene tagliate.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/hbNCGU5Jzpg?rel=0" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe></p>
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		<title>Sampled Shit &#8211; una rubrica di nerdismo autoreferenziale sulla musica campionata</title>
		<link>http://www.mangowave.org/2013/05/20/sampled-shit-vol1/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sampled-shit-vol1</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 10:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dieyoungbeatz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/die-young.jpg" rel="lightbox[5670]"></a>
&#160;
&#160;
Salve a tutti,Questo e&#8217; la prima uscita della mia &#8220;rubrica personale&#8221; dove parlo, senza troppe pretese, di un po di musica che mi piace e in particolare, delle strumentali rap e hip hop. Infatti durante queste uscite, analizzero&#8217; vari dischi e vari producer,sgamando i campioni originali e tentando di spiegare piu o meno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/die-young.jpg" rel="lightbox[5670]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5675" title="die young" src="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/05/die-young.jpg" alt="" width="960" height="960" /></a></p>
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<p>Salve a tutti,Questo e&#8217; la prima uscita della mia &#8220;rubrica personale&#8221; dove parlo, senza troppe pretese, di un po di musica che mi piace e in particolare, delle strumentali rap e hip hop. Infatti durante queste uscite, analizzero&#8217; vari dischi e vari producer,sgamando i campioni originali e tentando di spiegare piu o meno il loro lavoro e la loro biografia. Il filo logico di questa &#8220;rubrica&#8221;non segue nessun genere musicale preciso,non segue le classiche divisioni interne al rap o schieramenti come &#8220;old school contro new school&#8221;,&#8221;trap&#8221;,&#8221;gangsta rap &#8221; et similia.<br />
Sappiate solo che qua non troverete recensioni di Machine Gun Kelly, Lil Wayne o Salmo. Questa rubrica si limitera&#8217; a dividere musica che io umilmente reputo degna di nota e di essere ascoltata e il restante agglomerato di suoni e vibrazioni, che io reputo inutile e poco interessante, che per comodita&#8217; definiro&#8217; &#8220;musica di merda&#8221;.<br />
Se vi sembra una scelta arrogante e infantile, beh sono daccordo con voi, ma continuero&#8217; su questa linea.<br />
Il primo producer che vorrei presentare e&#8217; un peso massimo del rap mondiale, o almeno io lo considero tale. Stiamo parlando di Stoupe the Enemy of Mankind ,uno dei produttori piu mistici e cazzuti che io abbia mai sentito. Stoupe ha trattato le produzioni di gran parte del repertorio dei Jedi Mind Tricks e ha collaborato con molti altri Mc, per poi dedicarsi anche a progetti non propriamente hip hop ma sempre riguardanti il campionamento e la &#8220;sample based music&#8221; sotto il nome di Dutch (l&#8217;album si chiama &#8220;A bright cold day&#8221;).Ovviamente per quanto apprezzi le sue produzioni recenti, continuo a preferire le sue produzioni piu vecchie. Infatti il primo pezzo che andremo a trattare e&#8217; &#8220;i who have nothing&#8221; tratto dal primo album dei jedimind &#8220;The Psycho-Social,Chemical,Biological &amp; Electro-Magnetic Manipulation of Human Consciousness&#8221;.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/x1oXDtlX-bM" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>Il pezzo e&#8217; una mina assurda, quando l&#8217;ho sentito la prima volta tempo fa, ho pensato &#8220;che goduria,pure io voglio fare questa cosa&#8221;. Pur essendo in eta&#8217; acerba il nostro caro Ikon the Hologram, conosciuto oggi come Vinnie Paz, rappa con uno stile grezzo, pieno di metafore e descrizioni poetiche in tema con il titolo. Il testo si sposa perfettamente con il beat prodotto da Stoupe, che per l&#8217;occasione sfrutta la voce e la musica del caro vecchio Tom jones, cantante marpionissimo che noi tutti conosciamo bene. Il pezzo manco a parlarne si chiama &#8220;I who have nothing&#8221;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/BDzitZjOwYY" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>ed e&#8217; una straziante canzone d&#8217;amore per una ipotetica ragazza che l&#8217;ha mollato. Tale pezzo viene sapientemente sezionato e loopato dal nostro Stoupe per permettere a Vinnie paz di intonarci sopra la sua poetica sfuriata di solitudine e di presa a male. Il video nel suo essere grezzo e &#8217;90s da in culo alla maggior parte degli street video che vedo oggi su youtube. Concludo il paragrafo su Stoupe invitando tutti i lettori e gli ascoltatori a scaricarsi o a comprare (ah ah ah) anche il secondo cd dei jedi mind tricks &#8220;Violent by Design&#8221; e a consumare il cd fino allo sfinimento.</p>
<p>Il secondo pezzo che vorrei portare alla vostra attenzione e&#8217; &#8220;Vodka &amp; Ayhuasca&#8221; , tratto dall&#8217;omonimo album del duo conoscouto come Gangrene.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/zA-QpkVpuAQ" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Dietro questo nome troviamo le figure di due personaggi conosciuti della scena rap usa, ovvero il leggendario producer Alchemist e il rapper Oh No. Per il primo personaggio non serve nemmeno una descrizione,vi dico solo che se non lo conoscete, CONOSCETELO!Oh no invece ha prodotto diversi dischi di strumentali interessanti come &#8220;ethiopium&#8221;,album costruito con samples esclusivamente etiopi e &#8220;dr no&#8217;s Oxperiment&#8221; piu altri progetti su cui ora non ci soffermeremo.<br />
Bando alle ciance, parliamo di Vodka &amp; Ayahuasca: il pezzo e&#8217; un trip allucinatorio dovuto all&#8217;uso e al mix di molte delle droghe possibili (Ayahuasca e&#8217; un allucinogeno in stile Peyote) e dei relativi svarioni, vissuti in un camioncino bianco e rosso che sfreccia per la citta&#8217; inseguito dalle guardie. Il sample orginale e&#8217; &#8220;Bergakungen&#8221; degli svedesi Baby Grandmothers.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/IsN_eQtvhbY" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>Il sample si trova verso i 5.51 e come e&#8217; possibile notare il sample e&#8217; tagliato e loopato lasciando che siano gli strumenti del sample stesso a fare l&#8217;arrangiamento del beat. Non ci sono rinforzi sul rullante,e non viene aggiunto quasi nulla. Il suono e&#8217; molto sperimentale e psichedelico e conferma un cambio di rotta nello stile di produzione delle strumentali del beatmaker originario di Beverly Hills,che si sposta verso lidi poco esplorati nel modo di fare hip hop. Tali atmosfere si ritrovano anche nel suo tanto strano quanto interessante album &#8220;Russian Roulette&#8221; del quale parleremo un altra volta.<br />
e così finisce il primo numero di questa rubrichetta, spero che sia stato interessante per qualcuno.<br />
colgo l&#8217;occasione per ringraziare Francesco Clemente per avermi dato la possibilità&#8217; di scrivere su questo argomento, e te che sei arrivato a leggere fino a qua senza cambiare pagina.<br />
ciao<br />
nico</p>
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		<title>Immensamente James Blake (parte II)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 11:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corallinalopez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[James Blake]]></category>
		<category><![CDATA[Overgrown]]></category>
		<category><![CDATA[RZA]]></category>
		<category><![CDATA[Take a Fall for Me]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/04/891556_10151299091112126_1417300307_o.jpg" rel="lightbox[5645]"></a>
Stavolta non ci provo nemmeno a cercare le parole, perché non ci sono. Overgrown esce ufficialmente tra un paio di giorni ma ormai è una realtà, e lo posso dire: James Blake si è superato. Ancora una volta.
Il risultato è talmente bello da essere commovente, e non resta davvero che ascoltare per credere.
Aspettando [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/04/891556_10151299091112126_1417300307_o.jpg" rel="lightbox[5645]"><img class="wp-image-5646" title="891556_10151299091112126_1417300307_o" src="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/04/891556_10151299091112126_1417300307_o-1024x1024.jpg" alt="" width="576" height="576" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Stavolta non ci provo nemmeno a cercare le parole, perché non ci sono. Overgrown esce ufficialmente tra un paio di giorni ma ormai è una realtà, e lo posso dire: James Blake si è superato. Ancora una volta.<br />
Il risultato è talmente bello da essere commovente, e non resta davvero che ascoltare per credere.<br />
Aspettando con incredibile ansia di mettere le mani sul doppio vinile più atteso del 2013, per il momento mi accontento di ascoltare per la centesima volta <a href="http://james-blake.tumblr.com/post/47102798092/james-blake-take-a-fall-for-me-feat-rza" target="_blank">Take a Fall for Me con RZA</a>.</p>
<p><a href="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/04/jamesblake1.jpg" rel="lightbox[5645]"><img class="aligncenter  wp-image-5648" title="jamesblake1" src="http://www.mangowave.org/wp-content/uploads/2013/04/jamesblake1.jpg" alt="" width="466" height="466" /></a></p>
<p>P.S Nel frattempo, <a href="http://www.factmag.com/2013/04/03/james-blake-inaugurates-the-1-800-dinosaur-label-with-new-single-may-be-collaborating-with-kendrick-lamar/" target="_blank">1-800-Dinosaur da serata itinerante si evolve in etichetta musicale con tutti i crismi. Il battesimo ovviamente spetta a James, con una versione dub di Voyer. E gira pure voce di una potenziale collaborazione con Kendrick Lamar</a>&#8230;<br />
P.S Un&#8217;altra cosa che è successa nel frattempo: <a href="http://www.guardian.co.uk/music/2013/apr/07/james-blake-interview-overgrown?" target="_blank">James si è fidanzato</a>, <a href="http://james-blake.tumblr.com/post/11770993770/theclitcut-spotted-t-vag-with-her-new-boy-toy" target="_blank">con Theresa Wayman</a> delle Warpaint. Il che pare sia stato un altro tassello fondamentale nell&#8217;ispirazione per il nuovo album che, a sentire lui, rispecchia una significativa evoluzione rispetto al lavoro precedente (&#8220;<a href="http://www.guardian.co.uk/music/2013/apr/07/james-blake-interview-overgrown?" target="_blank">il mio primo album rifletteva una assenza, qualcosa che mancava, perché non avevo mai avuto una relazione duratura</a>&#8220;). Ragazza fortunata.<br />
P.P.P.S E no, <a href="http://james-blake.tumblr.com/post/47105162533/itunes-official-site" target="_blank">James non ha bisogno di andare più spesso in palestra</a>- perché <a href="http://james-blake.tumblr.com/post/47101884104/james-blake-every-day-i-ran-bouns-track" target="_blank">lui corre ogni giorno</a>.</p>
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		<title>Welcome in Giulio Barresi</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 10:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliobarresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<title>Welcome in Luca Di Giovanni</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 14:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucadigiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[AUTORE INVISIBILE]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
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